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DAVERIO, FENOMENO LOCALE

Philippe Daverio: “Non ho mai visto opere come quella di Fischer nella Grand Place di Bruxelles o a Madrid nella piazza di fronte al Castello, in Place de la Concorde a Parigi o a Trafalgar Square a Londra. Pensa che la Merkel gradirebbe una cosa del genere davanti al Parlamento di Berlino? Se il fenomeno è solo locale qualche domanda bisogna farsela”

(La Nazione)

Londra, Trafalgar Square, 2008:

2016:

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David Shrigley, Really Good, 2016. [Philippe Toscano /PA]

(la rassegna potrebbe continuare, dal momento che il Fourth Plinth di Trafalgar Square ospita a rotazione opere dei maggiori artisti contemporanei).

Venezia, 2013:

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Breath, 2013 

Il ritratto di Alison Lapper di Marc Quinn è stato riproposto a Venezia nel 2013, con il titolo Breath. Questa volta l’opera era realizzata in materiale gonfiabile e non in marmo come a Trafalgar Square, e fu collocata di fronte alla chiesa palladiana di San Giorgio Maggiore, in occasione della personale di Quinn alla fondazione Giorgio Cini.

Berlino, 1995:

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Christo e Jeanne Claude, Wrapped Reichstag, 1995. [Wolfgang Volz 
© 1995 Christo]

Parigi, Coeur Napoléon

non mi sono note installazioni di arte contemporanea nella Place de la Concorde a Parigi, ma ricordiamo che la piazza del Louvre fu una delle prime a suscitare polemiche per la realizzazione di un’opera contemporanea slegata dal contesto, la famosa piramide realizzata da Ieoh Ming Pei.

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Intanto, a Palazzo Vecchio….

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[Ernesto Ruscio – Davide Lanzilao]

Intanto, le sale storiche di Palazzo Vecchio ospitano il Wired Next Fest, il cui evento cruciale è la presentazione di un inquietante androide che “tra otto anni sarà intelligente come noi” [Wired.it]. Quindi molto poco, si spera. Per permettere a chi non è riuscito ad entrare di seguire il grande evento da fuori, è stato posizionato un maxischermo pubblicizzato Wired proprio di fronte alla facciata del palazzo.

 

foto di copertina: Urs Fischer, Big Clay [Mattia Marasco].

 

 

ANTICA LEGGENDA INDù

Una vecchia leggenda Visnuista narra di un tempo in cui tutti gli uomini erano potentissimi Dei, che a causa dell’ego smisurato abusarono della loro Potenza Divina al punto di spingere Brahma, capo degli Dei, a prendere la decisione di togliere loro la scintilla divina di cui tanto avevano abusato e nasconderla dove non l’avrebbero mai trovata.

A questo punto sorse un grande dilemma: quale luogo ha la caratteristica di essere così difficile da raggiungere da risultare un ottimo nascondiglio? Le altre divinità, a questo punto, vennero riunite a consiglio per valutare il problema appena insorto e, dopo aver ragionato bene sulla questione, dissero: “Seppelliremo la divinità dell’uomo in fondo alla terra”. Brahma prontamente obbiettò: “No, non basta, perché l’uomo scaverà e la troverà”. Allora gli Dei risposero: “Bene, allora affonderemo la sua forza nell’oceano più profondo”. Ma Brahma si oppose ancora: “No, perché prima o poi l’uomo esplorerà le profondità di ogni oceano e la riporterà in superficie”. Allora gli dei minori conclusero: “Non sappiamo dove nasconderla, perché sembra che non ci sia alcun posto sulla terra o nel mare dove l’uomo non potrebbe eventualmente raggiungerla”. Così a Brahma venne un’ idea e la espose replicando: “Ecco cosa faremo con la divinità dell’uomo. La nasconderemo nelle profondità del suo stesso essere, perché non penserà mai di cercarla proprio lì”. E da allora, conclude la leggenda, l’uomo è andato su e giù per la terra, arrampicandosi, tuffandosi, esplorando e scavando, per cercare qualcosa che invece aveva sempre racchiusa in Sé.

[Fonte: http://risveglioedizioni.blogspot.it/2014/04/leggenda-induista-della-verita-nascosta.html]

 

ROLAND PENROSE – Collage

Roland Penrose has thought of formulating the problem [of colour] in entirely new terms: up till now, he says, colour has been used for no other purpose than the creation of the image of objects. But what if we tried to use the image of the objects to create colours? 

R. Magritte, P. Nougé, Colour-Colours An Experiment by Roland Penrose, in “London Bulletin”, 17, 15 giugno 1939.

Quote

“Comme l’eau, comme le gaz, comme le courant électrique viennent de loin dans nos demeures répondre à nos besoins moyennant un effort quasi nul, ainsi serons-nous alimentés d’images visuelles ou auditives, naissant et s’évanouissant au moindre geste, presque à un signe”.

Paul Valéry,  La conquête de l’ubiquité, 1928.