Joe the lion
 Went to the bar
 A couple of drinks on the house an' he was
 A fortune teller he said
 "Nail me to my car and I'll tell you who you are"



burden-black-and-white-2

Mi dispiace dover informare Francesco Donadio ∗ che Chris Burden, seppure forse sconosciuto al pubblico di massa, in realtà è stato uno dei protagonisti dell’arte del Novecento (che un appassionato come Bowie non poteva non conoscere). Paura, dolore e forza di volontà sono gli elementi principali di una serie di performance che Burden attuò nei primi anni Settanta, mettendo alla prova la propria resistenza fisica e psichica con modalità estreme.

Five day locker piece (1971)

burden-locker-pieceCome tesi di laurea presso l’Università della California, Burden si chiuse per cinque giorni dentro ad un armadietto degli studenti.

Shoot (1971). 

La sua performance più famosa e certamente la più estrema, per la quale Burden chiese al suo assistente di sparargli ad un braccio.

Trans-fixed (1974)

Per questa performance, che ispirò Joe the Lion di Bowie, contenuta nell’album Heroes, Burden si fece letteralmente crocifiggere ad una Volkswagen.

Come in molti altri artisti degli anni Settanta, nell’opera di Chris Burden c’erano la volontà di sfidare l’establishment e di proporre un concetto di arte che non aveva nulla a che vedere con la bellezza né con l’abilità tecnica, ma piuttosto si poneva prima di tutto come esperienza.

Burden è morto nel 2015, a 69 anni.

∗ F. Donadio, David Bowie. Fantastic Voyage, p. 351.

 

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